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'Toons & 'Toons - SolMusica Orchestra

 
E' tutto dedicato alle 'mitiche' musiche dei 'Cartoons' ed è stato registrato da venti allievi musicisti di
età compresa tra i 10 e i 20 anni !


Poster Copertina Cd 'Toons & 'Toons


La copertina del Cd è adesso anche in formato poster.
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"Vento nuovo" nel mantice della fisarmonica di Roberto Agagliate

La fisarmonica sta vivendo una nuova 'stagione d'oro', dopo i fasti
degli anni trenta ed un triste oblìo, tutto italiano va precisato, a partire dagli
anni sessanta del secolo appena concluso. Un risveglio repentino ma atteso a lungo dai
fisarmonicisti, punteggiato da partecipazioni sempre più frequenti a rassegne di jazz,
musica etnica e leggera, apparizioni in televisione e cinema e
corsi di musica con adolescenti
meno sospettosi verso questo strumento dall'aria ancora un po' rétro.
Un risveglio grazie anche al fascino musicale
del grande maestro argentino, Astor Piazzolla, bandoneonista per la verità.
Strano destino quello della fisarmonica - dal greco phüsa, mantice, e armonichós,
armonioso - per uno strumento che non ha più di un secolo e mezzo di vita.
Una 'scatola musicale' complicata - provate a smontarne una - piena di valvole, telai,
condotti d'aria, mantici, leve, bulloni, piccoli
pistoni e addirittura un cuore musicale di metallo: l'ancia.
Un simile gioiello di meccanica musicale - conosciuto oltralpe con i termini
accordéon, akkordeon, accordion', macchina per produrre accordi - non poteva che uscire da
una rivoluzione industriale ottocentesca. Con 150 anni appena di storia uno strumento è ancora
nella sua infanzia musicale. Eppure la fisarmonica è stata considerata dai giovani italiani,
fino a ieri, come la quintessenza
della 'roba vecchia': mazurke ammuffite, polke da
taverna, valzer polverosi.
Uno strumento appena nato eppure già relegato al passato.
O forse non ancora carico di storia tanto
da diventare antico come altri strumenti
plurisecolari, violino e pianoforte ad esempio. Per la verità l'antenato della fisarmonica
non è poi così novello dal momento che gli
storici degli strumenti musicali lo hanno ormai
individuato nel Seng le cui ance riecheggiavano già nell'antica Cina, migliaia di anni or sono.

Nonostante i detrattori nostrani - i cui pregiudizi culturali non avrebbero molta
fortuna oltre le frontiere italiche - lo strumento ha delle caratteristiche davvero interessanti
. Sembra un pezzo di pianoforte messo per traverso ma di quest'ultimo ha solo la tastiera.

E' invece un vero strumento a fiato, più imparentato con il clarinetto dal momento che il
suono nasce da un'ancia metallica.
Il clarinetto e il sassofono hanno una sola ancia
(in legno), sono dunque monofonici e producono un suono alla volta. La fisarmonica è polifonica
e può soffiare su più di trenta ance nello stesso momento.
Anche l'organo a canne è
polifonico e funziona ad aria, ma il suo flusso d'aria è costante: timbro e volume vengono
modificati facendo suonare
più o meno canne. La fisarmonica invece ha un mantice che può
creare mille sfumature espressive e 'respira' come i
polmoni di un cantante, con la differenza che
genera suoni anche quando viene 'inspirata' aria.
Fisarmonica è un termine a volte impreciso per indicare una famiglia di strumenti
che comprende tra gli altri la fisarmonica classica da conservatorio, il bandoneon argentino,
le concertine angloirlandesi e tedesche a forma esagonale, il bajan russo - lo strumento più
grande e completo della famiglia -, gli organetti bitonici della musica folk, sino alla
fisarmonica basso, uno strumento specializzato in tessiture gravi.
In tutti i casi lo strumento ha una natura bipartita: si tratta in realtà di due
meccaniche autonome, accoppiate ed unite tra loro da un mantice centrale. Nella fisarmonica
da conservatorio la bottoniera della mano sinistra ospita tasti che possono produrre, a scelta
dell'esecutore, accordi o note singole su una estensione di oltre cinque ottave. La tastiera
della mano destra può essere a pianoforte
(Europa, Stati Uniti) o a bottoni (Russia, Est-Europa, ma anche Francia).
L'estensione della fisarmonica, nei modelli più grandi, parte dal primo Do grave del
pianoforte (che scende ancora di tre semitoni sino al La grave) e supera il Do più acuto del
pianoforte. Oltre 200 bottoni e tasti combinabili in 15 registri - alcuni selezionabili dal
fisarmonicista con il mento per non impegnare le mani durante l'esecuzione - quasi 700 ance
grandi da pochi millimetri sino ad oltre 10 cm.
La fisarmonica ha un timbro dolce e malinconico nelle ance medie, freddo e trasparente
nelle ance acute e di impronta fagottistica nelle ance più gravi. La dinamica di volume varia
da un pianissimo appena udibile ad un 'fragoroso' fortissimo.
Il repertorio dello strumento spazia dalle trascrizioni delle polifonie più intricate
della musica barocca alle avanguardie più ardite del novecento, sino al jazz ed alla musica
etnica (le arie celtiche e quelle arabe, per fare due esempi), dalle composizioni virtuosistiche
per fisarmonica solista ai brani cameristici e per orchestra di fisarmoniche di origine
soprattutto slava. Uno strumento, infine, trasportabile a mano ovunque: 13 kg di peso nei
modelli più grandi e dimensioni contenute, meno di 50 cm di lunghezza.
Eppure, nonostante alcune scuole musicali e conservatori d'Italia l'abbiano già accolta
nei propri ranghi come strumento 'serio' ed altri si apprestino a farlo, nonostante compositori,
jazzisti, creatori di colonne sonore cinematografiche, critici musicali e pubblicitari diano
sempre più spazio alla personalità di questo strumento, lo stupore per la nuova 'stagione d'oro'
di questa cenerentola musicale è ancora diffuso e forte.
Quando cadrà finalmente questo pregiudizio?
Per saperne di più: "La Fisarmonica, organologia e letteratura" di Aleksi Jercog - Edizioni Physa

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